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Astensione dal lavoro

Eventi SAP

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SCIOPERO BIANCO PER POLIZIOTTI
E VIGILI DEL FUOCO

In questura si sono riuniti alle 11,00. La straordinaria presenza di tanti colleghi poliziotti, iscritti ad altre sigle sindacali o addirittura non iscritti e l’arrivo degli altri rappresentanti della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato hanno segnato una forma di protesta mai vista prima d’ora. Sap, Sappe, Sapaf e Conapo, riuniti nella Consulta Sicurezza, si sono astenuti dal lavoro per 2 o 3 ore, ed alcuni operatori si sono assentati dal servizio per donare il sangue. Il dato è significativo e fa intuire immediatamente quanto è forte il segnale d’allarme. In questa giornata la protesta ha stimato circa 700 assemblee sindacali in tutta Italia, migliaia e migliaia di poliziotti, penitenziari, forestali e vigili del fuoco astenutisi dal lavoro, addirittura in alcune città della regione la media percentuale ha toccato punte del 90% (Imola) e dell'80% (Ferrara). Ciro Passavanti (SAP), Rachele Nobile (SAPPE) ed Alberto Ranzani (SAPAF) hanno così motivato queste azioni di protesta:"Preferiamo donare il sangue, piuttosto che farcelo togliere dallo Stato" – "è la prima volta che registriamo una partecipazione così massiccia ad una manifestazione". "Siamo tutti stufi perché rischiamo la vita ogni giorno e non veniamo presi nella giusta considerazione dal Governo". Oggi i sindacati appartenenti alla Consulta Sicurezza, di cui fanno parte 43 mila persone in Italia e 150 a Piacenza, lamentano una serie di mancati provvedimenti che il governo avrebbe dovuto attuare già da tempo. Lo sblocco del tetto salariale, i riconoscimenti economici in base all’avanzamento di carriera, il riconoscimento delle specificità – secondo Passavanti – sono solo il primo passo: "non a caso un giorno prima dalla nostra protesta è giunta la conferma di un incontro con il Governo previsto per il 7 ottobre. Sia chiaro che il successo di questa nostra manifestazione sta facendo non poco rosicare tutte le altre compagini della "consorteria" che sì, vorrebbe convincere tutti a credere che il disagio della categoria dipenda esclusivamente da un centinaio di euro, tali da risolvere tutti i problemi dei poliziotti, messi al paragone come fossero dei mercenari. Non è affatto così. Sicuramente il problema economico è uno dei temi principali da affrontare ma il disagio ha delle radici molto più profonde. E per questo incontreremo il premier Matteo Renzi, e con la volontà di approntare un dialogo costruttivo, senza alcuna prevenzione". "Anzi siamo ben contenti che abbia rilanciato ed abbia abbandonato la strategia del taglio selvaggio per recuperare risorse, e della spending review degli uffici di polizia, per approdare invece a quella dell’unificazione o comunque della riforma di questo apparato cheeffettivamente non ne può più di queste sette forze di polizia, che gravano troppo alle tasche degli italiani. E chiederemo di dare risposte chiare, non solo dal punto di vista economico, al forte malessere esistente tra le divise che, come Consulta Sicurezza, denunciamo da mesi.

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