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Contro la finanziaria 2006

Eventi SAP

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Una manifestazione senza precedenti: unità e solidarietà sono scesi in piazza insieme al SAP.


Questo è il risultato di quanto ci eravamo prefissi ed è stato possibile perché la stragrande maggioranza dei poliziotti la pensa come noi: questa finanziaria è disarmante ed umiliante. Il rischio di un pesante arretramento rispetto al recente passato, di un contratto ben peggiore dei precedenti, uno stipendio che perderà terreno rispetto al potere d’acquisto e poi le chiusure delle scuole, uffici e reparti.
Per questi motivi, per scongiurare il licenziamento di 1300 ausiliari ed anche per riagguantare un Riordino adeguatamente finanziato, il 5 dicembre eravamo in piazza.

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Dovevamo forse fidarci ciecamente di un Governo che ha pensato di chiudere 14 Questure? Che quando stava all’opposizione diceva che 1 miliardo di euro era poco per sistemare le carriere e poi non stanzia nemmeno un centesimo quando realizza la Finanziaria? Tanti, tantissimi colleghi hanno voluto dimostrare la volontà di non veder umiliata la nostra professione e il SAP non si è mai risparmiato quando è stato il momento di dimostrare con i fatti. Non ha certo guardato chi stava al potere: contro l’ex Premier, per esempio, ha fatto ben due manifestazioni lamentando l’inerzia sul Riordino! Comunque per noi, diversamente dagli altri (vedi comunicato congiunto 7 sigle del 24.11.06), non è un fastidio “tollerare” la posizione di quelli che stanno buoni adesso per protestare magari quando la Finanziaria sarà blindata e non si potrà più ottenere nulla. Ci siamo semplicemente tenuti lontani dal solco tracciato dalle Confederazioni entro cui ci sono quelli che hanno tutto l’interesse al lungo e morbido (efficace?) patteggiamento perché il provvedimento accoglie le loro più importanti richieste. Non ci vuole un professore universitario per capirlo. Chi va in piazza è ideologizzato? Quindi tassisti, precari, medici, avvocati, commercianti, e non andiamo oltre con l’elenco, sono tutti delle pedine che si muovono in funzione della coalizione antigovernativa! Ci vuole un bel coraggio a propinare delle teorie così bislacche. E, per eleganza, omettiamo di fare le naturali considerazioni sul pulpito da cui vengono lanciati questi sontuosi anatemi…
Comunque noi non abbiamo fatto alcuna fatica per spiegare i motivi della nostra strategia, nemmeno a trovare i partecipanti al corteo, non abbiamo dovuto contraddire la nostra stessa fisionomia ideologica accodandoci alla Triplice e, soprattutto, NON ABBIAMO ALCUNA DIFFICOLTÀ NEL DIMOSTRARE CHE STIAMO FACENDO IL BENE DELLA CATEGORIA. Siamo i soli poliziotti in piazza? Lo eravamo anche nel ’99 quando chiedevamo lo “sganciamento dal Pubblico Impiego”; nel 2002 quando abbiamo “illuminato le Procure” con le torce per gli arresti degli 8 colleghi di Napoli; lo siamo stati pure quest’anno quando raccoglievamo le firme contro i terroristi in Parlamento, lo siamo dal 2000 con “chi difende i difensori?” e dal 1993 con il “Memorial Day”; e poi Riparamentrazione, legittima difesa e tanto altro: se ci facessimo il problema di chi è d’accordo con noi… avremmo fatto gran poche cose! Stavolta, proprio stavolta, la cosa è diversa. Non siamo affatto gli unici poliziotti. Innanzitutto ci sarà l’intera Consulta della Sicurezza (il più grosso soggetto del comparto) ed anche la rappresentanza dei Vigili del Fuoco. Non sapendo, evidentemente, come giustificare un’assenza dalla piazza dove molti poliziotti chiedono invece, a gran voce, di scendere, stizziti ed esacerbati da una legge Finanziaria che si profila avarissima di risorse e prodiga di tagli a tutto il nostro settore, qualcuno ritira fuori il trito ritornello delle motivazioni politiche (vedi comunicato Coisp del 2.12.06)!!!

 

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Manovra, agenti di polizia in piazza
«Una certa classe politica ha candidato terroristi e assassini». Con Penitenziaria, Forestale e Vigili del fuoco anche Fini e Maroni


ROMA - la più grande manifestazione delle forze di polizia dell'Italia «È repubblicana». Filippo Saltamartini, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), parla degli agenti di polizia (70 mila per gli organizzatori) che martedì mattina a Roma hanno manifestato contro la Finanziaria davanti al ministero dell'Interno tra bandiere tricolori e l'inno di Mameli. «Questa Finanziaria stravolge la pubblica sicurezza», ha proseguito Saltamarini. «Alcuni terroristi sono stati eletti in Parlamento e cercano di promuovere una commissione di inchiesta sul G8 di Genova. La sinistra non può umiliare le forze di polizia». Un'altra sigla sindacale della polizia (Coisp) ha detto che è stata soltanto una «manifestazione ideologica di parte», con una sola sigla sindacale sulle otto della polizia.


«TERRORISTI TRA I POLITICI» - Oltre al Sap hanno promosso la manifestazione i sindacati Sappe (polizia penitenziaria), Sapaf (polizia forestale), e Conapo (vigili del fuoco). Alcuni hanno trasportato una bara che rappresentava la pubblica sicurezza. La manifestazione è stata organizzata, dice un comunicato, contro lo smantellamento degli uffici interregionali e delle scuole di polizia, la chiusura delle questure e anche «contro quella classe politica che ha candidato terroristi autori di omicidi di poliziotti, parlamentari e consulenti del ministero dell'Interno. Contro gli indulti, le amnistie e una politica penitenziaria permissiva». Tra gli striscioni «da forze armate e polizia al governo Prodi il foglio di via» e tra gli slogan «chi non salta terrorista è». Gabriella Vitali, vedova del maresciallo D'Andrea, ha preso la parole dicendo: «Mi rifiuto di essere rappresentata da fetenti e assassini che siedono al governo».
SOSTEGNO - Tra i partecipanti alla manifestazione anche il presidente di An Gianfranco Fini, il capogruppo della Lega Nord alla Camera Roberto Maroni, Sandro Bondi per Forza Italia, Pier Ferdinando Casini per l'Udc al quale i manifestanti hanno riservato grida di «Giuda, venduto, vergogna», grida che si sono tramute in applausi dopo il suo intervento.


REPLICHE - «Il Viminale prenda provvedimenti». Lo ha chiesto Riccardo Villari (Margherita), stigmatizzando gli slogan come «via i terroristi dal Viminale, questa scelta è criminale» e «terroristi deputati, poliziotti disgustati». Secondo Villari «ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti, con i tutori della legge che si mettono in aperta contrapposizione alla legge stessa. Le forze dell'ordine non possono vedersi attribuita una simile macchia».
«Le minacce di Villari ai poliziotti sono inquietanti», ha replicato Francesco Storace (An). «Qualcuno ricoveri Villari, perché la misura è colma».

 

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