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Manifestazione del Comparto Sicurezza

Eventi SAP

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Manifestazione nazionale Roma 28 ottobre 2009
“BASTA TAGLI, NON POSSIAMO GARANTIRE
LA SICUREZZA AI CITTADINI”


Migliaia e migliaia di poliziotti hanno manifestato in corteo per le vie di Roma. “La sicurezza è un diritto. E i diritti non si tagliano”. Questo lo slogan della grande manifestazione che si è svolta stamane a Roma con un corteo composto da migliaia e migliaia di poliziotti (50 mila secondo gli organizzatori) che ha attraversato le vie di Roma per protestare contro i tagli alla sicurezza del governo e contro il mancato stanziamento, nella finanziaria 2010, di nuove risorse. I manifestanti, raccolti sotto i vessilli dei sindacati di polizia, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato, sono giunti da ogni parte d’Italia con pullman, treni ed auto, a proprie spese e rinunciando a un giorno di ferie o di riposo. Si sono ritrovati nella prima mattinata in piazza Bocca della Verità a Roma per poi proseguire in corteo lungo un itinerario che li ha portati alle ore 12,30 in piazza Navona dove era allestito un apposito palco per gli oratori. Una piazza stracolma di poliziotti, di striscioni, di bandiere, con cori e slogan per chiedere più risorse per la sicurezza. Presenti sul palco i segretari generali dei sindacati. A nome di tutti ha parlato Felice Romano “ancora una volta, siamo stati costretti a scendere in piazza per protestare contro la politica del governo sulla sicurezza, e vogliamo che la nostra voce giunga a chi, pur avendo la responsabilità di governare il nostro Paese, dimostra sempre più spesso con i fatti di volersi in realtà limitare a una politica di annunci. si taglia anche quest’anno, con la prossima finanziaria, sugli investimenti che servono a garantire il livello di sicurezza minimo. Vuol dire soprattutto macchine fatiscenti, vuol dire perdere ogni anno dieci mila operatori fra tutte le forze di polizia e sostituirli con appena 2500 uomini, vuol dire anche risparmiare sulla formazione, sull’addestramento, sull’equipaggiamento, sulla logistica, vuol dire cioè farsi sfrattare dagli enti privati proprietari delle nostre caserme e dei nostri uffici, perché non paghiamo l’affitto, vuol dire scendere in strada con armi che non sono più efficienti. Tagliare significa dover lavorare con divise logore e consumate, con giubbetti antiproiettile che non proteggono più dai colpi di pistola o di fucile, tagliare vuol dire mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, mettere a repentaglio la nostra sicurezza, la nostra dignità, la nostra efficienza. Il governo non ha mantenuto le promesse fatte a poliziotti, poliziotti penitenziari, forestali, e, soprattutto ai cittadini con i suoi programmi elettorali. Si inaspriscono le norme, aumentano i detenuti, aumentano i compiti delle forze di polizia e, diminuiscono sempre di più gli organici, le risorse e i mezzi. Con quali uomini, con quali mezzi si dovranno applicare queste nuove norme? Se non ci ascoltano non ci fermeremo qua.

 

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GALLERIA FOTOGRAFICA
 

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