SAP Piacenza

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Raccolta firme 2005

Eventi SAP

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Lettera aperta a tutti i cittadini della Repubblica

Perché questi suicidi nella Polizia?

Ieri a Catania si sono svolti i funerali dell’Agente Massimiliano Castelli, suicidatosi a 35 anni. Il giorno prima a Roma un altro Agente si è sparato in bocca. Nelle settimane precedenti di quest’anno altri suicidi di giovani Agenti e Ispettori sono avvenuti a Trento e Piacenza. Negli anni precedenti lunghissima è la lista delle morti bianche. Ma che cosa spinge persone addestrate e selezionate dal punto di vista psicologico e fisico al suicidio?

L’indagine sulle cause è complessa e lunga.

Tuttavia il SAP che rappresenta oltre il 25% del personale in servizio, ritiene che tra le concause vi siano le condizioni di lavoro e di stress del servizio di Polizia.
Un servizio a cui dovrebbe essere riservato un riconoscimento speciale, ma che invece si concretizza in trattamenti vessatori.
Le situazioni di disagio ed emarginazione si radicano molto spesso anche nel pessimo trattamento all’interno del Corpo e nella direzione della Polizia.
Una condizione fatta di molti doveri, di grandissime responsabilità e di pochi diritti.
Un’ alienazione continua provocata dal mancato rispetto delle norme che riguardano i trasferimenti, la tutela della maternità, le retribuzioni, le promozioni, il diritto allo studio.
Personale nelle più aspre e disperse zone disagiate del nostro Paese a cui è negato il trasferimento previsto per legge dopo due anni.
Sentenze dei Tribunali Amministrativi emesse a favore del personale e a sostegno della maternità eluse.
Nuclei familiari umiliati e separati dall’arroganza dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza che ha dato dimostrazione di poter ignorare le sentenze dei giudici.
Una parte significativa della classe dirigente, chiamata alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, "cooptata" da promozioni che eludono il precetto dell’art. 98 della Costituzione che vuole i Funzionari pubblici "al servizio esclusivo della Nazione".
Per non parlare delle retribuzioni e dei ritardi di anni nella corresponsione di qualche decina di euro al personale della Polizia autostradale, ferroviaria e postale.
Centinaia di Agenti sono indagati e rinviati alla sbarra, non solo per i fatti di Genova del G8, troppo spesso per aver difeso lo Stato.
Una formazione professionale di base in cui dopo 50 anni dalla proclamazione della Repubblica il diritto Costituzionale è appena sfiorato.
Per tutti questi motivi, dopo l’ultima protesta estrema, dopo l’ultimo suicidio, abbiamo chiesto l’avvio di una indagine parlamentare.
Prima che si dica che questa situazione sia dovuta alla sindacalizzazione o ai Sindacati.
Con questo annuncio pubblico, chiediamo a tutti i cittadini di appoggiare, attraverso una Petizione Parlamentare ex art. 50 della Costituzione – la richiesta di una INDAGINE PARLAMENTARE CONOSCITIVA SULLA CONDIZIONE DELLA POLIZIA.
Da sabato 26 febbraio, davanti a ogni Questura della Repubblica e domenica 27 davanti a ogni Municipio, sostieni con la tua firma l’indipendenza, la libertà e i diritti dei poliziotti italiani!

Prima che sia troppo tardi!

Per offrire a tutti i cittadini il voto migliore della Polizia di Stato, quella civile e sindacalizzata, quella della liberazione del Generale Dozier, della sconfitta delle Brigate Rosse con il sacrificio del Sovrintendente Emanuele Petri, e quella di questi giorni con la cattura dei rapinatori delle ville nel Nord Italia, ti chiediamo di firmare la nostra Petizione.
Chiediamo anche l’aiuto a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali, ai Ministri dell’Interno Francesco Cossiga, Virginio Rognoni, Giorgio Napolitano, Rosa Russo Jervolino, Enzo Bianco, Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu.
Perché i poliziotti del nostro Paese possano avere una cittadinanza piena fatta di doveri, responsabilità, abnegazione ma anche di diritti, non certo di privilegi!

Dott. Filippo Saltamartini
Segretario Generale SAP


 

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La Cronaca - 27 febbraio 2005

Agenti in piazza. E sulla possibilità di sostituzione dei vigili: obbediremo, poi protesteremo.
Il Sap: «Non strumentalizziamo i suicidi» Raccolta di firme del sindacato sulla situazione di lavoro dei poliziotti


DI GIANFRANCO SALVATORI
- Dopo anni, la polizia è scesa in campo anche a Piacenza e lo ha fatto in seguito ad eventi tragici, come il suicidio di 8 agenti nei primi due mesi dell’anno. Raccolta di firme per un’inchiesta sulla situazione di lavoro dei poliziotti e possibile impiego degli agenti per sostituire la polizia municipale (in sciopero) il 6 marzo per la Maratona sono stati i due temi caldi della mattinata. Il freddo non ha fermato i molti cittadini che hanno firmato e rivolto apprezzamenti ai poliziotti per il loro difficile lavoro quotidiano. Ieri mattina, il Sap (sindacato autonomo di polizia) ha raccolto le firme in piazza Cavalli e davanti alla questura - raccolta che continuerà anche oggi - all’interno di una campagna nazionale. Il Sap chiede una petizione popolare, in base all’articolo 50 della Costituzione, per far luce sul disagio interno alla polizia. Nei primi due mesi di quest’anno, in tutta Italia, si sono uccisi 8 poliziotti (uno era piacentino, l’ispettore Pierluigi Polledri), mentre in tutto il 2004 i suicidi erano stati cinque. La manifestazione di ieri ha visto schierato in piazza accanto al Sap anche il Silp per la Cgil, con il segretario provinciale Luciano Sarno e Michele Rana. Il Siap aveva dato la propria solidarietà all’iniziativa nei giorni scorsi. Il segretario provinciale del Sap, Ciro Passavanti, ha ricordato come da anni il sindacato denuncia «le problematiche locali della vita quotidiana dei poliziotti piacentini, evidenziando le difficoltà operative e di impiego». Secondo il Sap,  nonostante le segnalazioni a liello locale e nazionale, «si è rilevato che nulla è stato fatto per individuare le motivazioni che determinano i suicidi di tanti poliziotti. Purtroppo, la nostra realtà è tristemente coinvolta nella vicenda per quanto accaduto al nostro amico e colle ga ispettore capo Pierluigi Polledri». Passvanti poi si è rivolto a chi ha accusato il Sap e gli altri sindacati di strumentalizzare la morte di Polledri. «Mai ci saremmo aspettati di essere censurati da tanti rappresentanti della politica locale e nazionale di centrodestra e di centrosinistra, come coloro che volevano speculare su un triste evento: ci aspettavamo di essere eventualmente chiamati a spiegare le nostre ragioni che miravano, e mirano, a una serenità lavorativa dei poliziotti piacentini, nell’interesse comune di garantire sicurezza e tranquillità quotidiana». Passavanti ha poi rihgraziati i colleghi del Silp ed espresso solidarietà al Sulpm (il sindacato della polizia municipale) perché «anche loro operano sulla strada in condizioni difficili e che stanno sostenendo una difficile battaglia». Il segretario aggiunto del Sap, Lorenzo Palumbo ha sottolineato come i continui disagi «ci hanno portato a rompere i rapporti con l’amministrazione locale della polizia. Piacenza rientra tra le realtà dove il malessere legato a situazioni interne e di servizio rendo difficile il nostro lavoro». Il segretario del Silp, Sarno, ha evidenziato come «la cultura dell’emergenza a volte sia negativa, perché porta a una riduzione del dialogo e a far venire meno i diritti dei poliziotti. A livello nazionale si parla sempre di emergenze, ma perché non si applicano i pani che già ci sono? Ai politici che ci hanno accusato di strumentalizzazione diciamo: confrontatevi con noi». Intanto, ieri mattina si analizzavano i contatti del sindaco Reggi con il questore Piero Innocenti per sostituire i vigili in sciopero il 6 marzo, giorno della Maratona di Piacenza. Duri i commenti generali. Il Sulpm sta considerando, se l’eventualità si realizzasse, di inviare un esposto contro il Comune per la violazione dello statuto dei lavoratori per “comportamento antisindacale”. «Abbiamo appreso la notizia - ha detto Passavanti - e se ciò avvenisse sicuramente non ci esimeremmo dal nostro dovere, qualora comandati di servizio. Di certo, il Sap adotterà poi delle iniziative per manifestare il dissenso - anche tavoli di confronto pubblico - contro tali metodi, perché riteniamo che il sindaco avrebbe dovuto rivolgersi prima al prefetto».
L’Unione mutilati per servizio l’ha fatta celebrare a San Sepolcro. Molte le autorità Messa per gli agenti caduti a Verona. Una messa per i due poliziotti ammazzati a colpi di pistola a Verona - Giuseppe Cimarrusti e Davide Turazza - è stata celebrata mercoledì, nella chiesa di San Sepolcro, promossa dall’Unione nazionale mutilati e invalidi per servizio Unms). Il rito è stato officiato da don Negrati. «La cerimonia ha avuto un carattere strettamente privato, ma non per questo meno significativo» ha scritto in una nota il presidente Adele Saccardo. Alla funzione religiosa erano presenti anche il vice prefetto vicario Lorenzo De Luca di Pietralata, il presidente Associazione nazionale polizia, Luigi Rivetti, Verdiano Badagnani, del Comitato centrale dell’Unms, vari rappresentanti del personale della polizia e della scuola allievi agenti. L’Unms ha voluto rendere gli onori ai due agenti caduti.  


 

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